LO SVILUPPO DELLA TELEFONIA MOBILE NEGLI ANNI ’90 IN ITALIA

All’inizio degli Anni ’90, l’Italia figura tra i Paesi europei con la più bassa penetrazione delle tecnologie radiomobili. La percentuale è, infatti, inferiore allo 0,5%. Un valore decisamente esiguo, se paragonato a quanto fatto registrare, nello stesso periodo, da altri Paesi europei, di gran lunga più innovativi in questo settore, quali Svezia (5,4%), Finlandia (5,2%), Norvegia (4,7%), Danimarca (2,9%) e Regno Unito (2%). Il divario è strettamente legato alla rapida evoluzione delle tecnologie adottate sino ad allora e alle innovazioni che si stanno profilando nel futuro imminente.

Nella seconda metà degli Anni ’80, i principali Gestori telefonici europei si erano molto impegnati nella standardizzazione della tecnologia GSM, sistema molto innovativo a quei tempi, in quanto integralmente digitale sin dalla sua concezione. Quando si arriva a uno stallo nell’impiego di questa tecnologia, SIP, guidata dal manager Vito Gamberale, compie una scelta coraggiosa e controcorrente rispetto a tutti i competitor, che si rivelerà vincente: sviluppare la tecnologia TACS, con un piano di investimenti di oltre 3.000 miliardi di Lire per un progetto da portare a termine in 4 anni. Il team predisposto da SIP ha inoltre la lungimiranza di creare una rete capillare di vendita, con un aumento, dai 100 negozi diretti iniziali, a oltre 2.500 punti vendita, tutti collegati al sistema informatico centralizzato della Società telefonica.

Il piano prende avvio nel 1990, in concomitanza con i mondiali di calcio ospitati quell’anno proprio dall’Italia, e tale sfida rappresenta il punto di partenza per la diffusione del radiomobile nel nostro Paese. In questo modo, il radiomobile diventa infatti, a tutti gli effetti, un servizio di massa: si realizza così una vera e propria rivoluzione a livello europeo, con la liberalizzazione della vendita dei terminali (gestita sino ad allora dagli operatori di altri Paesi in regime di monopolio) e la nascita di una nuova categoria economica, il “dealer” della telefonia mobile.

Nel giro di due anni, dal 1991 al 1993, i clienti del radiomobile quadruplicano. Nell’ottobre 1993, tale crescita esponenziale viene coronata dalla premiazione del milionesimo cliente radiomobile. In questo periodo trova inoltre impiego, per la prima volta, il termine “telefonino” e, nel 1994, nasce Telecom Italia – operatore unico nazionale dalla fusione degli operatori di rete fissa. Alla fine dell’anno gli utenti radiomobili crescono sino ad arrivare a 2.240.000, un numero superiore di 10 volte rispetto a quello fatto registrare nel 1990. Il TACS si rivela così l’investimento più efficace non soltanto per l’Azienda, ma anche per il Mercato.

 

LA NASCITA DI TIM

Oltre allo sviluppo della tecnologia TACS, la Divisione Radiomobile di Telecom Italia si occupa di sviluppare, parallelamente, anche la rete GSM. Il crescente peso assunto dal mercato radiomobile porta all’assunzione da parte della Società di figure altamente specializzate, a supporto di una linea commerciale moderna ed innovativa.

Nel luglio 1995, prima fra tutti gli altri incumbent europei, Telecom Italia decide di lavorare allo spin-off della propria Divisione Radiomobile: nasce così TIM – Telecom Italia Mobile e Vito Gamberale viene nominato primo Amministratore Delegato. A seguito della scissione, la nuova società viene quotata in Borsa al prezzo di 1,1 euro per azione, ottenendo in soli 4 mesi una rivalutazione del 40%.

Un’ulteriore importante tappa nella diffusione della telefonia mobile si registra alla fine del 1996.

Nel periodo natalizio, infatti, TIM lancia quella che in seguito verrà definita una killer move: la carta prepagata. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel mercato della telefonia mobile, che si evolve definitivamente da servizio d’élite a servizio di massa. Il successo fu senza precedenti e ben al di sopra delle attese, con l’acquisizione di oltre diecimila nuovi clienti al giorno. Nel solo mese di dicembre, la società guidata da Gamberale acquisisce oltre 450.000 nuovi clienti, pari a circa l’1% della popolazione nazionale, mentre l’anno successivo si aggiungono alla clientela di TIM circa 5 milioni di persone, con un incremento superiore al doppio di quanto registrato nel 1996.

Nel febbraio 1997 TIM viene per questo premiata come “operatore più innovativo al Mondo”.

A fine 1998 l’Italia entra finalmente a far parte del gruppo di testa a livello europeo per penetrazione del servizio di telefonia mobile, davanti a Paesi come il Regno Unito.

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DEVELOPMENT OF MOBILE TELECOMS IN ITALY IN THE 90s

In the early 90s, Italy was among the European countries with the lowest radio mobile technology diffusion, accounting namely for less than 0.5% ─ an undoubtedly small figure, if compared to the values recorded by other European countries in the same period, far more innovative in this sector, such as Sweden (5.4%), Finland (5.2%), Norway (4.7%), Denmark (2.9%), and the UK (2%). This gap was tightly connected with the fast development of technologies introduced back then and innovations that were about to be launched.

In the second half of the 80s, the major European telephone companies were deeply committed in standardising the GSM technology ─ an extremely innovative system for that time, which became fully digital since its launching. When this technology reached a deadlock, SIP ─ chaired by manager Vito Gamberale ─ bravely bucked other competitors’ trends and decided to develop the TACS technology with an investment plan of over 3,000 billion Lira for a project to be completed in 4 years. This strategy proved to be successful. SIP deployed a team that created a capillary sales network with foresight, which increased from the initial 100 direct stores to over 2,500 POSs, all connected through the telephone company’s central IT system.

The plan was launched in 1990 ─ the same year Italy hosted the football world cup ─ a challenge marking the beginning of radio mobile diffusion in the country. In consequence, radio mobile telecoms fully became a mass service, marking a true revolution at European level through the liberalisation of terminal sales (managed up to then by the monopoly of other countries’ operators) and developing a new economy category: mobile telecom “dealers”.

Within two years (1991-1993), radio mobile customers had a 4-fold increase. In October 1993, such exponential growth culminated with the millionth radiomobile customer award. During this period, the word “mobile phone” was introduced for the first time, and in 1994, Telecom Italia was created through the merger of fixed telephone operators becoming the sole national company. By the end of that year, radio mobile users increased to 2,240,000, a 10-fold figure if compared to the 1990 data. TACS therefore proved to be the most efficient investment for both the company and the market.

The Launch of TIM

Besides developing the TACS technology, Telecom Italia’s radio mobile division simultaneously focused on developing the GSM network. The radiomobile market’s growing relevance led the company to hire highly specialised professionals to support a modern and innovative commercial strategy.

In July 1995, the first among all European incumbents, Telecom Italia decided to spin off its radiomobile division, launching TIM – Telecom Italia Mobile and appointed Vito Gamberale as the first CEO. Following the spin-off, the new company was listed on the Italian stock market at the price of 1.1 Euro per share, gaining a 40% revaluation in just four months.

A further important milestone in the mobile telecom diffusion was recorded during Christmas 1996 when TIM launched what was later defined as a killer move: prepaid SIM cards. A true revolution in the mobile telephone market, shifting from exclusive to mass service for good. This unprecedented success outgrew all expectations with the acquisition of over 10,000 new customers each day. Just in December, the company chaired by Gamberale acquired over 450,000 new clients, accounting for approximately 1% of the Italian population, and in the following year around 5 million users became TIM customers, an over 2-fold increase compared to the 1996 data.

This led to awarding TIM as the “most innovative operator worldwide” in February 1997.

In late 1998, Italy finally joined the top group of European operators for mobile telephone diffusion, ranking above countries like the UK.

PROCESSO PER CONCORSO IN TURBATIVA D’ASTA: PROSCIOLTI VITO GAMBERALE E MAURO MAIA

Accusati di concorso in turbativa d’asta nell’inchiesta relativa alla vendita di SEA, società che gestisce gli scali aeroportuali di Malpensa e Linate, Vito Gamberale, ex Amministratore Delegato di F2i, e Mauro Maia, Senior Partner dello stesso Fondo di investimenti infrastrutturali, sono stati prosciolti in data odierna dal gup Anna Maria Zamagni. I due manager hanno ottenuto il proscioglimento perché, come dichiarato dal giudice per l’udienza preliminare, il fatto non sussiste.

TELEMOLISE INTERVISTA VITO GAMBERALE

Alla fine di agosto 2014, la testata locale Tele Molise ha realizzato un’intervista a Vito Gamberale, Amministratore Delegato di F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, uno dei più grandi fondi infrastrutturali al mondo, nato da un’idea dello stesso Gamberale.  

Gamberale, che ha di recente compiuto 70 anni, è un manager di lunga esperienza e di riconosciuta competenza, che ha guidato con successo numerose società pubbliche e private, tra cui alcune società del Gruppo ENI, TIM (di cui è stato il primo Amministratore Delegato) e società del Gruppo Telecom, nonché Autostrade, per citarne soltanto alcune.

In prossimità della conclusione del suo mandato alla guida di F2i, Tele Molise ha chiesto a Vito Gamberale cosa lo abbia portato a trascorrere le sue vacanze estive nella città di Agnone e quali siano i suoi progetti futuri.

INTERVISTATORE:

Ad Agnone anche un grande amico di Agnone. Originario di queste parti, dott. Gamberale, che viene qui e che abbiamo trovato qui. Come mai? In vacanza o per altri interessi?

VITO GAMBERALE:

Io vengo ogni mese qui. Quindi per me è naturale essere ad Agnone, perché mi sento agnonese, sono agnonese. E quindi le parentesi di tempo libero mi piace trascorrerle qui, a casa mia, con i miei amici.

INTERVISTATORE:

Quali sono le sue attività qui, a parte le passeggiate?

VITO GAMBERALE:

Beh, però le passeggiate non sono secondarie, perché Agnone ha delle proposte di posti e di angoli rari ed esclusivi molto importanti. Proprio ieri, per esempio, abbiamo visitato quello che si può chiamare il museo della fonderia del rame, perché oltre alla fonderia delle campane, Agnone è stata importante anche per il rame. Quindi abbiamo visitato il museo delle fonderie del rame. Poi la centrale idroelettrica, che fu una delle prime centrali idroelettriche che l’Italia meridionale industriale ebbe. Poi abbiamo visitato le cascate del Verrino. Quindi, Agnone ha delle proposte di escursioni e camminate molto belle, numerose e varie.

INTERVISTATORE:

Parliamo un po’ delle sue attività. Lei tra Prima e Seconda Repubblica ne ha viste tante. Grosso manager di Stato e anche dell’industria privata. Attualmente Lei dirige uno dei maggiori fondi d’investimento. Il suo futuro prossimo qual è, Gamberale?

VITO GAMBERALE:

Mah, intanto in Italia, secondo me, è accaduto quello che è accaduto nel Nord Africa: sono state fatte le primavere ed è arrivato l’inverno. Perché la Prima Repubblica era molto meglio della Seconda, che doveva correggere i mali della Prima, invece ha abbattuto la Prima senza avere fatto una proposta seria per il Paese. E quindi ci troviamo spesso dinnanzi a delle improvvisazioni. Nonostante questo, l’economia italiana ha retto. L’Italia ha una culla di manager. Io sono stato uno di questi.

Ho vissuto una vita manageriale di soddisfazione, personale anche, di impegni che mi hanno soddisfatto. Sei anni fa ho lanciato questo fondo infrastrutturale – l’Italia non ne aveva alcuno –che è diventato il più importante d’Europa. Adesso mi accingo a lasciarlo, ma vediamo cosa ci riserva il futuro, perché uno nel futuro deve esprimere l’esperienza accumulata e però deve anche lasciare spazio alle giovani generazioni . Magari mettersi a disposizione per potere dare il contributo della propria esperienza, non necessariamente della propria diretta operatività.

 

Ai seguenti collegamenti è possibile visualizzare il video dell’intervista a Vito Gamberale:

https://www.youtube.com/watch?v=0H3Y2cs_EK0

http://www.telemolise.com/view.php?idfilmato=36214395529082014100339&tipo=tg

 

VITO GAMBERALE INTERVIEWED BY TELEMOLISE

At the end of August 2014, the local broadcaster Telemolise interviewed Vito Gamberale, CEO of F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, one of the largest infrastructure funds worldwide, a concept developed by Gamberale himself.

Gamberale, who just turned 70, is an experienced and renowned manager, who successfully chaired numerous public and private companies, including companies of the ENI Group, TIM (becoming its first CEO), and companies of the Telecom Group, as well as Italian Highways, among others.

Now approaching the end of his career as head of F2i, Gamberale was asked by Telemolise what brought him on vacation to the town of Agnone, as well as his future plans.

INTERVIEWER:

We are in Agnone with a great friend of the town. Vito Gamberale was born in this area and is now in town, where we met him. Are you here on holiday or on business?

VITO GAMBERALE:

I come here every month. In Agnone I feel at home, I feel as though I’m a local in this town. I therefore love to spend my spare time here, at home, with my friends.

INTERVIEWER:

What do you do here, besides taking long walks?

VITO GAMBERALE:

Well, I particularly love my walks, as Agnone offers amazing locations and fascinating landscapes. Yesterday, for example, we visited what you could call the copper foundry museum: Agnone is famous for copper, besides forging bells. We then visited the hydroelectric power plant, one of the first in the industry of Southern Italy. Then we went to the Verrino waterfalls. Agnone offers a wide range of interesting excursions and trekking.

INTERVIEWER:

Let’s talk about your work. You witnessed many changes during the First and Second Republic. As an important state and private industry manager, you are now head of one of the largest investment funds. What have you planned for your near future, Mr Gamberale?

VITO GAMBERALE:

I believe that Italy experienced a similar situation to Northern Africa: winter came following revolutionary springs. The First Republic was much better than the Second, which instead of correcting the mistakes of the First, just replaced it without providing serious solutions for the country. Therefore, we are now often facing improvisation. Italy’s economy survived in spite of this. Italy is a cradle for managers. I was among them.

My managerial career was very satisfactory, also on a personal level, with commitments that enriched me. Six years ago I founded this infrastructure fund – when Italy had none – which is now the most important in Europe. I am now about to leave it, let’s see what the future brings: I believe that people should add on to the collected experience for the future, but also make way for future generations. I could for example continue to offer my experience to the fund, without directing operational activities.

View the video of Vito Gamberale’s interview at:

https://www.youtube.com/watch?v=0H3Y2cs_EK0

http://www.telemolise.com/view.php?idfilmato=36214395529082014100339&tipo=tg

LE MIRE FRANCESI E SPAGNOLE SU TELECOM ITALIA

Il Fatto Quotidiano pubblica oggi un articolo inerente le sorti di Telecom Italia. Secondo il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, “dopo vent’anni di errori e orrori telefonici l’Italia rischia di perdere il controllo del suo campione nelle telecomunicazioni”. L’articolo, a firma di Koala, sostiene che sarebbe imminente la resa dei conti in quella che viene definita una “soluzione borbonica” tra un possibile controllo francese, ad opera di Vivendi, o spagnolo, con l’eventuale controllo di Telefonica.

Il pezzo del Fatto stigmatizza in particolar modo il fatto che l’Italia potrebbe essere a breve l’unico Paese europeo, con l’eccezione della Gran Bretagna, ad essere priva di un’azienda telefonica nazionale.

Nell’articolo è ripercorsa brevemente la storia della Telecom italiana, definita un “doppio fallimento, quello di un capitalismo privato italiano senza capitali ma fortemente relazionato e quello della politica della Seconda Repubblica”. Il fallimento maggiore, tuttavia, secondo l’autore del pezzo, sarebbe quello della politica, che in meno di 20 anni ha privato l’Italia “di una delle più grandi aziende di telefonia fissa e mobile del mondo. Per far questo dovettero per prima cosa mandare a casa a metà degli anni Novanta i vertici di quell’epoca, Biagio Agnes, Ernesto Pascale e Vito Gamberale manager di altissima qualità, sostituendoli o con uomini della finanza o con personaggi inadeguati sul piano manageriale e di settore”.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile al seguente collegamento:

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/telecom-media-do-brasil-franza-spagna-basta-che-se-magna-governo-83182.htm

 

SPAIN AND FRANCE TARGET TELECOM ITALIA

Today, the Italian newspaper Il Fatto Quotidiano published an article about the future of Telecom Italia. According to the newspaper, headed by Antonio Padellaro, “after two decades of telephone errors and horrors, Italy is at risk of losing control of its telecommunication champion.

According to the article written by Koala, an imminent showdown is approaching with what has been defined as a “backward solution”: a potential control under the French corporation Vivendi, or the Spanish Telefonica.

The article particularly emphasised that Italy might soon become the only European country – excluding Great Britain – to lack a national telephone company.

The article also summarises the history of Telecom, defined as a “double failure: the failure of Italian private capitalism, strongly interconnected but lacking assets, and the Second Republic’s political failure.

According to the article, however, the biggest failure is of a political nature: in less than two decades Italy was deprived of “one of the biggest fixed and mobile telephone companies in the world. This was achieved in the mid 90s, when the company’s leading high-level managers Biagio Agnes, Ernesto Pascale and Vito Gamberale were replaced with people from the finance sector or others, inadequate for management and with no experience in this sector”.

The full article is available at:

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/telecom-media-do-brasil-franza-spagna-basta-che-se-magna-governo-83182.htm

RASSEGNA STAMPA: L’EREDITÀ RECORD DI VITO GAMBERALE

Il settimanale L’Espresso in edicola questa settimana pubblica un articolo dal titolo “Gamberale, eredità record”. Il pezzo riporta la notizia secondo cui F2i, la società di gestione del risparmio fondata ed amministrata da Vito Gamberale, “sarà la prima società di private equity con focus sulle infrastrutture europee a raggiungere una potenza di fuoco di 4 miliardi di dollari” se si escludono gli australiani di Macquarie. Questo il traguardo a cui F2i punterebbe con il fondo attualmente in fase di sottoscrizione. L’operazione, ricorda il settimanale, è l’ultima a firma dell’AD Vito Gamberale, che ha annunciato le proprie dimissioni al compimeto dei 70 anni di età. Gamberale lascia una consistente “eredità”:  la recente approvazione della semestrale 2014 di F2i ha fatto emergere un risultato record tra i fondi infrastrutturali europei, con un rendimento da dividendi netto del 6,1%.

 

PRESS REVIEW – VITO GAMBERALE’S RECORD HERITAGE

The weekly newspaper L’Espresso published an article this week entitled “Gamberale, a record heritage.” According to the article, F2i – the asset management company founded and managed by Vito Gamberale – “will be the first private equity focusing on European infrastructures to acquire a basis of 4 billion Dollars,” excluding the Australian company Macquarie. This apparently is F2i’s target for its fund, currently in the subscription stage. According to the newspaper, this is the last transaction of CEO Vito Gamberale, who announced his resignation on his 70th birthday. Gamberale’s “heritage” is conspicuous: F2i’s recently approved 2014 interim financial statements highlighted a record result compared to other European infrastructure funds, with a net dividend yield of 6.1%.

VITO GAMBERALE GUIDA LA CRESCITA DI F2i NELLE RINNOVABILI

Intervistato dal Sole 24 Ore, il manager descrive l’operazione che potrebbe portare alla nascita del primo operatore nel settore eolico a livello nazionale

Lo scorso 3 agosto, Vito Gamberale, fondatore ed Amministratore Delegato di F2i ha compiuto 70 anni. Lo stesso giorno, Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’intervista a cura di Laura Serafini, in cui Gamberale descrive l’ultima operazione portata avanti da F2i sotto la sua guida. Un punto di partenza per la creazione di un “polo aggregante” nel settore delle energie rinnovabili, con particolare attenzione all’eolico, come egli stesso ha voluto definire il deal. F2i investirà 319 milioni di euro per il 70% di Edison e di una quota di Energies Nouvelles, che controllano impianti nel settore delle energie rinnovabili per una potenza complessiva di circa 600MW.

Nel corso dell’intervista, Gamberale ha spiegato che l’investimento garantirà a F2i un dividend yield superiore al 10%, con un ritorno atteso per gli investitori del 12-15% circa. L’Amministratore Delegato di F2i – che, come sottolineato nella stessa intervista, lascerà l’incarico dopo la pausa estiva – ha ricordato che F2i si muove acquisendo quote di maggioranza e che il nuovo operatore nasce in un settore industrialmente strutturato, tendente verso processi aggregativi.

F2i ha espresso l’Amministratore Delegato della nuova società, indicando l’Ing. Giuseppe Noviello, una lunga esperienza nel settore delle energie rinnovabili, ed attualmente Presidente di HFV – Holding Fotovoltaica SpA, società attiva nel settore fotovoltaico partecipata al 49,8% da F2i.

L’intervista integrale a Vito Gamberale è disponibile al seguente collegamento:

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-08-03/f2i-maxi-polo-rinnovabili-aperto-ad-alleanze-081317.shtml

 

VITO GAMBERALE LEADS THE GROWTH OF F2I IN RENEWABLE ENERGY

In an interview with Sole 24 Ore, the manager described the ongoing transaction that could launch the biggest wind energy operator at national level

August 3rd marked the 70th birthday of F2i Founder and CEO Vito Gamberale. On that same day, Sole 24 Ore published an interview written by Laura Serafini in which Gamberale described F2i’s last transaction under his management. Gamberale described the operation as a starting point to create an “aggregating entity” in renewable energy, particularly in wind energy. F2i will invest 319 million Euros to acquire a 70% share of Edison and a share of Energies Nouvelles, which control renewable plants for a total capacity of around 600 MW.

In his interview Gamberale explained how this investment will allow F2i a dividend yield of over 10% with expected returns of approximately 12-15% for investors. F2i’s CEO, who will leave his position after the summer – as highlighted in the interview – recalled that F2i operates by acquiring majority shares, and that the transaction will create a new operator in a highly structured sector with a trend moving towards aggregating processes.

F2i has appointed Giuseppe Noviello as the new CEO. Noviello has a long-time experience in renewable engery and is currently President of HFV Holding Fotovoltaica SpA, a company operating in photovoltaics with a participation of 49.8% by F2i.

Read the full interview with Vito Gamberale at:

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-08-03/f2i-maxi-polo-rinnovabili-aperto-ad-alleanze-081317.shtml

PROCESSO SEA/F2i/SREI

Aggiornamento del 24 ottobre 2014

Vito Gamberale, ex Amministratore Delegato di F2i, e Mauro Maia, Senior Partner del Fondo di investimenti infrastrutturali, sono stati prosciolti in data odierna dall’accusa di concorso in turbativa d’asta perché, come dichiarato dal giudice per l’udienza preliminare, il fatto non sussiste.

 

Conferenza stampa di Gamberale/Maia e loro legali

  • E’ intenzione di entrambi, Gamberale e Maia, indagati per la vicenda in oggetto, rompere il rispettoso e doveroso silenzio finora osservato, vista la decisione assunta al termine  delle indagini preliminari da parte della Procura;
  • Certamente, come indagati, non intendiamo sottrarci alla sede propria del confronto e del giudizio;
  • Intendiamo solo anticipare la divulgazione e la completa lettura (non solo per frasi smozzicate e comunque estrapolate) delle prove agli atti che dimostrano l’assoluta infondatezza delle accuse mosseci;
  • La necessità della divulgazione è suggerita dalla esigenza e responsabilità di tutelare, prima di tutto, il Fondo F2i e i relativi Investitori Istituzionali, nonché ribadire la correttezza del modo con cui F2i opera sul mercato;
  • Si vuole anche tutelare l’onorabilità e la reputazione degli amministratori tutti (CdA compreso, per quanto dirò tra poco) e dell’intera struttura;
  • Si sente perciò il dovere di dare un contributo concreto alla diffusione conoscitiva di tutta la vicenda, che appare  inconsistente come materialità;
  • Finora, abbiamo assistito, in silenzio, al dibattito apertosi in Procura, e che ha visto e vede questo fascicolo come un oggetto fondamentale della contesa. Anche tutti i giornali di oggi lo sottolineano;
  • In questa situazione, che non ci appartiene, non possiamo sentirci strumenti di un confronto istituzionale, obiettivamente in essere, che ci interessa  come cittadini, ma non può assolutamente penalizzarci come indagati;

Il testo integrale dello speech di Vito Gamberale è disponibile sul sito di F2i al seguente collegamento:
www.f2isgr.it/f2isgr/allegati/documenti/Conferenza_stampa_F2i_Vito_Gamberale_Mauro_Maia.pdf